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Semi di papavero: gli antichi amici della salute

Originari delle montagne dell'Asia, i semi di papavero sono tra i semi per uso alimentare più piccoli al mondo, ma in pochi millimetri racchiudono proprietà benefiche straordinarie.

FORSE NON SAPEVI CHE…

- Il papavero è originario delle montagne asiatiche e di tutto il Medio Oriente ed è stato coltivato fin dalla più remota antichità per le sue proprietà narcotiche e medicinali.

- I Romani consideravano i semi di papavero potenti afrodisiaci, infatti venivano aggiunti a una bevanda servita agli sposi novizi prima della luna di miele.

- I più grandi produttori di semi di papavero al mondo sono la Repubblica Ceca e la Turchia[1].

 

I 5 BENEFICI DEI SEMI DI PAPAVERO

1. I semi di papavero sono un’ottima riserva di sali minerali, tra cui ferro, rame, manganese, calcio e zinco.

2. Sono ricchi di fitosteroli, che aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo “cattivo”.

3. Hanno un effetto calmate sul sistema nervoso e perciò sono un rimedio naturale efficace contro ansia, stress e insonnia.

4. Contengono molta vitamina E e vitamine del gruppo B, che favoriscono il metabolismo e rallentano l’invecchiamento cellulare.

5. Sono amici dell’intestino grazie al loro alto contenuto di fibre.

 

COME GUSTARLI AL MEGLIO

Immediatamente riconoscibili per il loro colore nero-bluastro e il gusto intenso e aromatico, quelli di papavero sono fra i semi impiegati per scopo alimentare più piccoli al mondo. Il sapore ricorda quello della nocciola, ma è più intenso e dolce.

Sono proprio queste loro caratteristiche che ne hanno sancito fortuna in cucina, dove sono ampiamente utilizzati anche per regalare un’elegante nota di colore e gusto a snack, merende e spuntini.

Accompagnati allo yogurt danno vita ad una perfetta armonia di contrasti di sapore e consistenze e costituiscono uno spuntino leggero e nutriente, reso ancora più sfizioso ed equilibrato dall’aggiunta di farro e semi di girasole!

 

[1]FAOSTAT - Food and Agriculture Organization of the United Nations, http://faostat3.fao.org/

 

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