Conseguenze psicologiche

Il senso di gonfiore, pur essendo un disturbo essenzialmente fisico, è causa di molte implicazioni psicologiche, comuni a moltissime donne.

Il cambiamento, seppur temporaneo, della forma del proprio corpo, altera infatti il modo in cui ci si sente e il modo in cui ci si vede: cattivo umore, pigrizia, sentirsi meno belle, imbarazzo e disagio nel rapporto con gli altri…, sono tutte spiacevoli manifestazioni del senso di gonfiore.
Abbiamo voluto approfondire questo aspetto, chiedendo alle donne con problemi di gonfiore1 su quali aspetti della propria vita questo disturbo agisca negativamente:

Grafico dati Finzi

Vediamo nel dettaglio i punti evidenziati dal grafico:

 

Il benessere psicologico

Per più di 8 intervistate su 10 la sensazione di gonfiore influenza negativamente il proprio benessere psicologico, con effetti sia sul peggioramento dell’umore sia sul “sentirsi meno attraenti”.
Il senso di gonfiore provoca in molte donne cambi d’umore: diventano più nervose e arrabbiate, sentendosi, conseguentemente, più affaticate.
Questa situazione presenta un risvolto poco desiderabile: piuttosto che impegnarsi dedicando più tempo al movimento e a un maggiore esercizio fisico, proprio nei momenti in cui sarebbe più importante,
si finisce per preferire il divano alla palestra o l’auto ad una sana camminata.
D’altra parte il senso di gonfiore può alterare l’immagine che una donna ha di se stessa, e la proiezione
di una fisicità diversa da quella desiderata porta a sentirsi meno attraenti: “quando ho la pancia gonfia non mi sento bella e attraente e sogno di avere una pancia piatta”.
Si finirà così, non accettando il proprio aspetto, per cadere nel rifiuto dello specchio e in un altro pensiero ricorrente: “meno mi vedo e meglio sto”!
Proprio per non vedersi e per non mostrarsi “gonfie”, si tenderà ad indossare vestiti larghi per coprire le forme “indesiderate”e ad evitare abiti attillati, rinunciando così a quel look che invece si vorrebbe sfoggiare
in occasioni speciali o in momenti importanti come cene e uscite serali.

L’entusiasmo e la voglia di fare

La mancanza di entusiasmo è una delle manifestazioni più tipiche e forse naturali: il senso di gonfiore
toglie la voglia di fare, di muoversi, di uscire.
Vengono meno energia e dinamismo, e si affronta la giornata in modo più apatico.
Inoltre le solite azioni di routine, a casa e al lavoro,vengono affrontate con più svogliatezza e lentezza, senza quella determinazione che caratterizza invece gli altri giorni. Ecco perché le conseguenze del gonfiore
finiscono spesso per riguardare tutti i comportamenti e gli ambiti del quotidiano.
 

La serenità e la calma

Per essere sereni la mente dev’essere libera da preoccupazioni. La sensazione di gonfiore invece è un
disturbo che, quando si manifesta, finisce per essere continuo, per “ingombrare” pensieri e alterare comportamenti. Al contrario, quindi, diventa facile perdere la serenità, la concentrazione e la calma,
in quello che si fa e nel rapporto con gli altri.

Il rapporto con gli altri

Anche il rapporto con familiari, colleghe ed amiche viene alterato da questo disturbo.
Pensiamo innanzitutto alle conseguenze del nervosismo e del malumore: la mancanza di sintonia con se stesse porta ad essere arrabbiate e irascibili con le persone che ci circondano. Persone con cui spesso,
tra l’altro, non ci si sente di condividere il problema, perché si ha paura che non venga preso sul serio e che venga sottovalutato. Oppure, al contrario, hai il timore di renderlo ancora più “evidente” a chi ti sta di fronte.
Ecco perché 1 donna su 2 fa fatica o preferisce evitare di parlare di questo problema.
Solo con qualche amica, a volte, si riesce ad affrontare il discorso.


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