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Come ridurre lo stress e mantenere l’intestino in salute

Lo stress colpisce buona parte degli Italiani. Almeno è quanto recentemente emerso da un sondaggio condotto su un campione di 1.000 intervistati di almeno 15 anni di età, che si sono dichiarati stressati a causa del lavoro o degli impegni scolastici (32%), delle incombenze familiari (14%), del traffico (19%) o, più in generale, della vita che conducono tutti i giorni (34%)1. A rimetterci non è solo il benessere psicologico: anche la salute dell'intestino può farne le spese2.

 

Lo stretto legame tra intestino e cervello

Alla base del legame tra stress e benessere intestinale c'è il cosiddetto asse intestino-cervello, una rete di interazioni che collega bidirezionalmente il cervello e l'apparato digerente2,3. La sua esistenza fa sì che il nostro stato emotivo possa essere influenzato dai nostri comportamenti alimentari e, allo stesso tempo, che lo stress possa influenzare quanto e cosa decidiamo di mangiare4. Ma c'è di più: lo stress (sia acuto sia cronico) può compromettere la buona digestione4.

Infatti, il cervello influenza anche la motilità intestinale, la sensibilità dell'intestino e il suo funzionamento5. Per farlo sfrutta l'attività del sistema nervoso autonomo5.

Fra le funzioni svolte dall’epitelio intestinale c'è quella di contrastare l'invasione da parte di germi patogeni, agendo come una barriera5. Lo stress può però alterare questa sua capacità aumentando la sua permeabilità, la secrezione di acqua e di altre importanti sostanze3,5. Inoltre, può compromettere le sue funzioni rigenerative e alterare il flusso del sangue al suo interno, influenzare l'attività delle cellule del sistema immunitario e la produzione di sostanze coinvolte nell'infiammazione, modificare la motilità gastrointestinale e aumentare la sensibilità dell'intestino3,5. Infine, lo stress può anche alterare il microbiota, cioè la flora batterica che vive nell'intestino e che svolge un ruolo importante sulla salute dell’uomo3,5,6.

Il ruolo di ormoni e neurotrasmettitori

La risposta allo stress è regolata da diversi fattori, fra cui spiccano l’ormone di rilascio della corticotropina (Crh, dall’inglese Corticothropin realeasing factor) che stimola il rilascio del cortisolo, detto anche “ormone dello stress”3. Ma non solo: la corticotropina influenza anche l’infiammazione dell’intestino, la sua motilità, la capacità dell’epitelio intestinale di agire come una barriera e la percezione del dolore proprio a livello dell’intestino3.

L'attività, la motilità e la percezione del dolore nell'intestino sono regolate anche dalla serotonina4, un neurotrasmettitore che viene spesso definito “ormone del buonumore”. Il 95% circa della serotonina presente nell'organismo viene prodotta proprio da cellule presenti nella parete del tubo digerente e dai neuroni del cosiddetto sistema nervoso enterico4, la rete nervosa associata ai visceri che controlla le funzioni dell'apparato digerente3. Questa molecola, tuttavia, svolge importanti funzioni anche a livello cerebrale, dove ad esempio controlla l'umore4. Per questo alterazioni nel suo funzionamento possono portare alla comparsa sia di sintomi gastrointestinali sia di disturbi dell'umore, e farmaci che agiscono sui meccanismi in cui è coinvolta la serotonina sono efficaci sia nella gestione di problemi psicologici sia nel trattamento di disturbi gastrointestinali come la sindrome dell'intestino irritabile4.
Infine, le catecolamine (neurotrasmettitori coinvolti nella risposta allo stress7) sono state associate all'alterazione della crescita, della motilità e della virulenza dei batteri presenti nella flora intestinale3.

 

Gli effetti dello stress

Gli effetti dello stress sul funzionamento dell'apparato digerente possono manifestarsi sia a breve sia a lungo termine3. L'esposizione cronica a condizioni stressanti è ad esempio associata a un'attivazione prolungata ed eccessiva dei meccanismi di risposta allo stress nel sistema nervoso centrale, e questo può portare a cambiamenti nelle aree del cervello responsabili della percezione del dolore a livello dell'apparato gastrointestinale3.

Fra i problemi associati allo stress sono incluse le malattie infiammatorie intestinali, la sindrome dell'intestino irritabile, alcune reazioni avverse agli alimenti, l'ulcera peptica e il reflusso gastroesofageo3. I sintomi manifestati da chi soffre di questi problemi variano dalla cattiva digestione a dolori addominali e diarrea3 e possono essere associati a problemi nella sfera psicologica, in particolare ansia e depressione4.

 

Come ridurre lo stress

Fortunatamente i modi per ridurre lo stress non mancano.Approcci spesso utilizzati per combattere lo stress sono quelli che agiscono contemporaneamente su mente e corpo, come lo yoga8 e il tai chi9. Inoltre, anche l'attività fisica può aiutare a combattere lo stress, perché induce una sensazione di piacere che può avere un effetto positivo sull'umore10.

 

Il contributo positivo dei probiotici

È stato dimostrato che alterazioni del microbioma influenzano la risposta allo stress4; i probiotici possono influenzare profondamente le interazioni dell’asse intestino-cervello contribuendo ad attenuare proprio i disturbi intestinali indotti dallo stress3. Sembra ad esempio che alcuni probiotici riescano a ridurre l'eccessiva sensibilità intestinale e, forse, l'aumento della permeabilità intestinale indotta dallo stress3.

 

[1 ]   Statista – The Statistics Portal. Italy: level of daily stress 2017. 16/03/2018

[2]    Cresci G.A., Bawden E. (2015), The Gut Microbiome: What we do and don’t know in “Nutrition in Clinical Practice”, 30(6): 734–746, doi: 10.1177/0884533615609899

[3]    Konturek P.C., Brzozowski T., Konturek S.J. (2011), Stress and the gut: pathophysiology, clinical consequences, diagnostic approach and treatment options in “Journal of Physiology and Pharmacology”, 62(6):591-9

[4]    Foster J.A., Rinaman L., Cryan JF. (2017), Stress & the gut-brain axis: Regulation by the microbiome in “Neurobiology of stress”, 7:124-136, doi: 10.1016/j.ynstr.2017.03.001

[5]    Hart A., Kamm M.A. (2002), Review article: mechanisms of initiation and perpetuation of gut inflammation by stress in “Alimentary Pharmacology and Therapeutics”, 16(12):2017-28, doi: 10.1046/j.1365-2036.2002.01359.x

[6]    Zhang Y.J., Li S., Gan R.Y., Zhou T., Xu D.P., Li H.B. (2015), Impacts of Gut Bacteria on Human Health and Diseases in “International Journal of Molecular Sciences”, 16(4): 7493–7519, doi:  10.3390/ijms16047493

[7]    Eiden L.E. (2013), Neuropeptide-catecholamine interactions in stress in “Advances in Pharmacology”, 68:399-404. doi: 10.1016/B978-0-12-411512-5.00018-X

 

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