You are here!!


Dall’intestino tenue all’intestino crasso: alla scoperta dell’anatomia intestinale

Prenderci cura del nostro intestino è fondamentale per il nostro benessere. A dimostrarcelo sono le numerose ricerche che attribuiscono a quest'organo funzioni che vanno al di là della partecipazione ai processi digestivi1,2. C'è addirittura chi dice che sia la sede del nostro secondo cervello3. Il sistema nervoso enterico, infatti, permette all'intestino di regolare autonomamente diversi aspetti del suo funzionamento, e non solo: quello che succede a livello intestinale può avere significative ripercussioni anche sul nostro umore e sul nostro benessere psicologico1,2,3. Vale quindi la pena di saperne qualcosa di più sulla sua struttura e sul suo funzionamento, partendo da una precisazione fondamentale: in realtà l'intestino non è tutto uguale e non tutte le sue porzioni si occupano di svolgere gli stessi compiti4,5.

 

Intestino tenue e intestino crasso: le differenze funzionali

Il primo tratto dell'intestino – quello che viene immediatamente dopo lo stomaco – è il cosiddetto “tenue”4. La sua lunghezza può variare tra i 3 e i 5 metri e la sua funzione principale è provvedere alla digestione e all'assorbimento dei nutrienti (zuccheri, aminoacidi, acidi grassi, vitamine e minerali)4. È qui che il cibo proveniente dallo stomaco, già mescolato ai succhi gastrici, viene in contatto con gli enzimi prodotti dal pancreas e con la bile4. Gravi danni o riduzioni significative della sua lunghezza possono compromettere il buon assorbimento di vitamine, minerali e altri nutrienti essenziali, con conseguenze significative per altri organi e tessuti4.

La seconda parte dell'intestino viene invece detta “crasso” ed è più corta, ma più larga rispetto al tenue5. I suoi compiti principali sono assorbire acqua e vitamine, secernere potassio e cloro e convogliare tutto il materiale di scarto verso il retto perché possa essere eliminato attraverso l'ano5. Inoltre, è la parte dell'intestino in cui vi è maggior concentrazione della flora intestinale6 – la popolazione di microbi che può influenzare la salute del nostro intestino, la sua motilità, il transito intestinale, l'assorbimento dei nutrienti, la risposta immunitaria e l'umore7,8,9,10.

 

L'anatomia dell'intestino

Concentrandosi più approfonditamente sulla struttura dell'intestino tenue è possibile dividerlo in tre parti: il duodeno, il digiuno e l'ileo4. L'intestino crasso include invece 5 porzioni: il cieco, l'appendice, il colon, il retto e il canale anale5.

 

Con la sua lunghezza variabile tra i 20 e i 25 cm il duodeno è la porzione più corta dell'intestino tenue; la sua parte iniziale è separata dallo stomaco da una valvola (il piloro), mentre la sua parte terminale continua con il digiuno4. Il duodeno ha una forma a C che gli permette di circondare il pancreas, da cui riceve i succhi pancreatici necessari per proseguire la digestione del cibo proveniente dallo stomaco4. Dal fegato riceve invece la bile, un'altra sostanza necessaria per i processi digestivi4.

 

Il digiuno è più lungo del duodeno (all'incirca 2,5 metri); la sua superficie interna è rivestita da pliche e villi che consentono un maggior assorbimento dei prodotti della digestione4. La sua parte terminale prosegue nell'ileo, una porzione lunga circa 3 metri in cui continuano i processi di assorbimento dei nutrienti iniziati nel digiuno4. In particolare, nell'ileo vengono assorbiti i sali biliari e la vitamina B124.

 

La parte iniziale dell'intestino crasso (il cosiddetto cieco) è separata dall'ileo dalla valvola ileocecale5. Circa 1-2 cm al di sotto della giunzione tra ileo e cieco è presente l'appendice, un sottile organo dalla forma cilindrica che in genere sporge nell'addome5.

Il cieco è seguito direttamente dal colon ascendente, una struttura che scorre verso l'alto nella parte destra dell'addome fino al livello del fegato, dove gira verso sinistra proseguendo con il colon trasverso, la parte più lunga dell'intestino crasso5. La parte successiva, che si dirige verso il basso, è il colon discendente; questa porzione termina nel colon sigmoideo, che lo collega con il retto a livello della terza vertebra sacrale5.

Il retto è caratterizzato dalla presenza di una dilatazione centrale (l'ampolla rettale) e termina dove inizia il canale anale (la parte terminale dell'intestino), in cui sono presenti due sfinteri: lo sfintere anale interno (fatto di muscolatura che si contrae involontariamente) e lo sfintere anale esterno (composto da muscolatura che possiamo contrarre volontariamente)5,11.

 

La struttura della parete dell'intestino

La parete dell'intestino è pluristratificata. La parte più esterna è ricoperta dalla tonaca sierosa, sotto alla quale si trova una tonaca muscolare formata da 2 strati4. Quello più esterno, più sottile, contiene fibre disposte secondo la lunghezza dell'intestino e consente all'organo di accorciarsi e di allungarsi4; nell'intestino crasso esso è sostituito da 3 bande di tessuto muscolare dette taenie coli11. Quello più interno, più spesso, contiene invece fibre disposte circolarmente attorno al tubo digerente, che permettono all'intestino di stringersi contraendosi4. Fra questi due strati sono presenti le fibre nervose che permettono ai muscoli di lavorare insieme per spostare il contenuto intestinale verso la parte finale del tubo digerente4.

Lo strato sottostante è detto tonaca sottomucosa ed è formato da un tessuto connettivo in cui sono localizzati nervi, vasi sanguigni e linfatici4. Segue lo strato di rivestimento più interno dell'intestino, la mucosa, che a livello dell'intestino tenue è ricoperto dai villi intestinali, strutture che aumentano notevolmente la superficie assorbente dell'organo4.

Nel colon oltre alle taenie coli sono presenti altre due strutture caratteristiche: le haustra (tasche che conferiscono al colon il suo tipico aspetto segmentato) e le appendici epiploiche (piccole sacche di grasso circondate dalla membrana di rivestimento dei visceri)11. Taenie coli e haustra sono assenti nel retto e nel canale anale, che presentano comunque degli strati di tessuto muscolare ben sviluppati che ne consentono la contrazione11.

 

Un piccolo cervello

 

Le fibre nervose associate al tubo digerente costituiscono il cosiddetto sistema nervoso enterico, il “piccolo cervello” che controlla le funzioni intestinali di base in modo coordinato con il cervello propriamente detto, comunicando con quest'ultimo grazie a numerosi messaggeri chimici1,2. È l'esistenza di questa via di comunicazione tra intestino e cervello (detta “asse intestino-cervello”) a far sì che problemi intestinali e fattori psicologici, come lo stress, possano influenzarsi a vicenda tramite l'azione di molecole che svolgono numerose funzioni, dal controllo della motilità intestinale all’emotività e alla risposta allo stress1,3,9.

 

1    Foster J.A., Rinaman L., Cryan JF. (2017), Stress & the gut-brain axis: Regulation by the microbiome in “Neurobiology of stress”, 7:124-136, doi: 10.1016/j.ynstr.2017.03.001

2    Konturek P.C., Brzozowski T., Konturek S.J. (2011), Stress and the gut: pathophysiology, clinical consequences, diagnostic approach and treatment options in “Journal of Physiology and Pharmacology”, 62(6):591-9

3    Avetisyan M., Merrick Schill E., Heuckeroth R.O. (2015), Building a second brain in the bowel in “Journal of Clinical Investigation”, 1251: 899–907. doi:  10.1172/JCI76307

4    Collins J.T., Bhimji S.S. (2017), Anatomy, Abdomen, Small Intestine in “StatPearls [Internet]”

5    Bhimji S.S., Gossman W.G. (2017) Anatomy, Abdomen, Large Intestine in “StatPearls [Internet]”

6    Wilson M. (2005), Microbial Inhabitants of Humans. Their ecology and role in health and disease. Cambridge University Press

7    Monda V., Villano I., Messina A., Valenzano A., Esposito T., Moscatelli F., Viggiano A., Cibelli G., Chieffi S., Monda M., Messina G. (2017), Exercise Modifies the Gut Microbiota with Positive Health Effects in “Oxidative Medicine and Cellular Longevity”, Volume 2017, Article ID 3831972, 8 pages, doi: 10.1155/2017/3831972

8    Foster J.A., Rinaman L., Cryan J.F. (2017), Stress & the gut-brain axis: Regulation by the microbiome in “Neurobiology of stress”, 7:124-136, doi: 10.1016/j.ynstr.2017.03.001

9    Cresci G.A., Bawden E. (2015), The Gut Microbiome: What we do and don’t know in “Nutrition in Clinical Practice”, 30(6): 734–746, doi: 10.1177/0884533615609899

10  Zhang Y.J., Li S., Gan R.Y., Zhou T., Xu D.P., Li H.B. (2015), Impacts of Gut Bacteria on Human Health and Diseases in “International Journal of Molecular Sciences”, 162: 7493–7519, doi: 10.3390/ijms16047493

 

 

11  OpenStax, Anatomy & Physiology. OpenStax CNX. Feb 26, 2016 http://cnx.org/contents/14fb4ad7-39a1-4eee-ab6e-3ef2482e3e22@8.24

 

     

     

     

ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI