You are here!!


Probiotici: preziosi alleati della salute

I probiotici rappresentano un aiuto importante per l’organismo, ma per sfruttarne i vantaggi è importante conoscerli e sapere dove trovarli.

 

Il nome è già tutto un programma. Il termine probiotico deriva infatti dal greco e significa “per/a sostegno della vita”1 e oggi viene utilizzato per identificare quei “microrganismi vivi che, assunti in dosi adeguate, possono fornire benefici per la salute”.2 Come si legge nella revisione del marzo 2018 delle Linee Guida del Ministero della Salute su probiotici e prebiotici, il punto di forza di questi microrganismi è la loro capacità fisiologica di favorire l’equilibrio della flora intestinale. È importante però sottolineare che, per raggiungere questo effetto benefico, i probiotici devono essere assunti in quantità adeguate adeguate(almeno 1 miliardo per ceppo al giorno) e devono essere in grado di arrivare vivi fino all’intestino per poterlo colonizzare.3

 

“Vecchi amici” dell’uomo

La moderna storia dei probiotici parte all’inizio del secolo scorso, quando il premio Nobel Elie Metchnikoff sostenne per primo che i batteri lattici, che producono acido – sono in grado di influenzare la salute e la longevità. Lo scienziato sviluppò anche una dieta a base di latte fermentato con un batterio che chiamò “bacillo Bulgarico”.2 Da allora la ricerca sui probiotici non si è più fermata. Solo per citare alcuni esempi, Henry Tissier dell’Istituto Pasteur isolò un Bifidobatterio allo scopo di utilizzarlo contro la diarrea nei neonati, mentre in Giappone, Minoru Shirota isolò un ceppo di Lactobacillus casei che dal 1935 viene commercializzato come probiotico che porta proprio il suo nome (Shirota).2 Oggi, la ricerca nella letteratura scientifica di studi clinici condotti sull’uomo che affrontino il tema dei probiotici mostra oltre 1.500 articoli pubblicati.2

 

Salute a 360 gradi5

Già a partire dalla metà degli anni ’90 del secolo scorso, gli studi clinici hanno cominciato a suggerire un possibile ruolo dei probiotici nel trattamento di diversi disturbi e patologie intestinali, nel ritardare lo sviluppo di allergie nei bambini e nel trattamento e prevenzione delle infezioni vaginali e urinarie nelle donne. Negli anni questi risultati sono stati in gran parte confermati e ampliati, dimostrando che comunque diversi ceppi di microrganismi possono avere un impatto differente sulla salute. Ciò che è certo è che l’intestino può trarre grandi benefici dalla giusta assunzione di probiotici. Studi controllati dimostrano che alcuni Lactobacilli possono ridurre la durata della diarrea infettiva nei bambini e nei neonati, mentre due revisioni della letteratura suggeriscono che, rispetto al placebo, i probiotici riducono del 60% la diarrea associata agli antibiotici. Buone notizie anche per chi soffre di stipsi: gli studi dimostrano che i probiotici aiutano a mantenere morbide le feci, favorendone il transito attraverso l’intestino. Malattia di Crohn e sindrome dell’intestino irritabile sono al centro di numerose ricerche che coinvolgono l’utilizzo di diversi ceppi probiotici, assieme a colite ulcerosa, infezioni vaginali, eczema nei bambini, infezioni causate da Clostridium difficile ed Helicobacter pylori, e molti altri disturbi.

 

 

I meccanismi del benessere

Parte degli effetti benefici dei probiotici è legata alla loro azione equilibratrice sulla flora microbica intestinale6, il microbiota, con il quale i probiotici dialogano di continuo.2 I meccanismi attraverso i quali i probiotici esercitano la loro azione sono molteplici: si va dalla diminuzione dei batteri “cattivi” presenti nell’intestino e che possono causare infezioni e infiammazioni, alla ricostituzione di una popolazione di batteri “buoni”, magari decimata da un trattamento antibiotico.4 Più in dettaglio, alcuni meccanismi sono direttamente legati al sistema immunitario, come per esempio la modifica della produzione di molecole chiamate citochine o il miglioramento della tolleranza nei confronti di molecole presenti negli alimenti e potenzialmente in grado di scatenare una risposta immune (antigeni).2 Altri invece non riguardano l’immunità, ma interessano per esempio una migliore digestione degli alimenti, la creazione di un ambiente ostile per microrganismi pericolosi e il miglioramento della funzione della barriera intestinale.2

 

Dove li trovo?

Tra i microrganismi più comunemente utilizzati come probiotici si devono ricordare soprattutto i Lactobacilli e i Bifidobatteri, senza però dimenticare il lievito Saccharomyces boulardii.Indipendentemente dai nomi, è importante conoscere le fonti attraverso le quali possiamo assumere probiotici. Alcuni cibi come formaggi, miso, tempeh, kefir, crauti e tutti gli alimenti fermentati ne sono ricchi, ma probabilmente l’alimento che più di ogni altro è noto per il suo contenuto di probiotici è lo yogurt.4 I probiotici possono inoltre essere aggiunti agli alimenti nel corso della loro preparazione e sono oggi disponibili sotto forma di supplementi, sempre più diffusi tra i consumatori per mantenersi in forma e garantire il benessere dell’organismo.1 I dati parlano chiaro: un report del 2017 ha stimato che le vendite annuali di supplementi a base di probiotici nel 2016 hanno raggiunto a livello globale i 3,7 miliardi di dollari, con una previsione di 17,4 miliardi di dollari per il 2027.1

 

Conclusioni

“Favorisce l’equilibrio della flora intestinale”3: è questo l’aspetto che fa del probiotico un grande alleato della salute. Gli studi dimostrano che l’assunzione di probiotici è in genere priva di rischi per le persone che non presentano particolari disturbi o patologie5 [DMS1] [CD2] e che questi microrganismi possono aiutare i “batteri buoni” già presenti nell’intestino a svolgere al meglio il loro lavoro.4

 

Fonti:

1. The benefits of probiotics bacteria - Harvard medical School

2. WGO Global Guideline. Probiotics and prebiotics. Febbraio 2017

3. Ministero della Salute. Linee Guida su Probiotici e prebiotici. Revisione marzo 2018

4. Probiotics. Cleveland Clinic. Giugno 2018

5. Health benefits of taking probiotics - Harvard medical School

6. Integratori alimentari a base di probiotici: linee guida italiane. A. Fiore, 2014

 
 
ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI